Caccia e liberta’. Continuano le riflessioni di FederFauna in vista delle elezioni regionali.

Scrive Wikipedia, che per liberta’, si intende la condizione per cui un individuo puo’ decidere di “agire senza costrizioni”, usando la “volonta’” di accingersi all’azione, ricorrendo ad una “libera scelta” dei fini e degli strumenti che ritiene utili a metterla in atto. La liberta’ e’ quindi legata indissolubilmente all’esercizio del “libero arbitrio”, che ha come unico limite quello che chiunque possa esercitarlo. Infatti, la definizione piu’ famosa, di quelli che potremmo definire “i limiti alla liberta’”, e’ quella di Martin Luther King, che disse: “La mia liberta’ finisce dove comincia la vostra”. Essa si ricollega a quella, quasi altrettanto famosa di John Stuart Mill: “La liberta’ dell’individuo va limitata esattamente nella misura in cui puo’ diventare una minaccia a quella degli altri”, che riassume quello che dovrebbe essere il compito delle Istituzioni.

La recente approvazione in Senato di un articolo della Legge Comunitaria in materia di Caccia, ha scatenato violente polemiche. Vi e’ notizia di un nuovo emendamento predisposto dal Ministro Brambilla e inviato al Ministro Prestigiacomo, per ristabilire l’antiquato concetto di “stagione di caccia”. Entrambe le rappresentanti del Governo si sono gia’ piu’ volte espresse apertamente coltro l’arte di Diana e cio’ ha dato non poche occasioni ai rappresentanti dell’ideologia animalista per esprimere la propria propensione ad “abolire” l’attivita venatoria. L’unica a non aver aperto bocca, forse tappatale dal suo partito in un periodo cosi’ delicato come quello che precede le elezioni regionali, e’ la leghista Martini. Non si vuole in questa sede rimarcare quale sia stato il risultato dei tanti referendum ai quali si e’ assistito nella storia recente del nostro Paese, ma si vuole far riflettere su quanto certe posizioni siano contro l’Uomo e la sua libertà. Se un uomo, esercitando il proprio libero arbitrio decide un giorno di andare a caccia, le Istituzioni intervengono nel fissare limiti a questa sua liberta’, in modo da salvaguardare quella degli altri, ma senza estinguerla, anche se esiste una maggioranza che facendo anche lei uso del proprio libero arbitrio, fa scelte diverse.

Si pensi un po’ se un giorno qualcuno, forte di appartenere ad una maggioranza che usa l’automobile, proponesse di vietare l’uso della bicicletta o del motorino!…. Ma la stessa cosa potrebbe valere per quelli che portano l’orologio sulla destra o non lo portano proprio, per quelli che mangiano il pop corn al cinema, per quelli che vanno o non vanno in chiesa la domenica… Di vietare il mangiare la carne equina, perche’ la mangiano in pochi e perche’ qualcuno il cavallo non lo mangerebbe mai, c’e’ stato gia’ chi l’ha pensato. C’e’ stato chi ha pensato di obbligare i gestori di mense, comprese quelle degli asili nido, ad inserire l’opzione vegetariana o vegana nel menù. C’e’ stato chi ha pensato di vietare gli animali al circo perche’ a qualcuno non piacevano, giustificando la scelta col fatto che il numero totale di persone che frequenta tale spettacolo e’ inferiore a quello di chi non lo frequenta. C’e’ stato chi ha pensato di rendere impossibile l’esercizio di alcune attivita’, perche’ invise a qualcuno e perche’ esercitate da pochi rispetto ad una eterogenea maggioranza.

Le minoranze non sono solo quelle contraddistinte da razza, lingua, religione, o disabilita’ fisiche: ciascuno di noi appartiene, per alcuni aspetti a maggioranze, e per tantissimi altri aspetti ad un’infinita’ di minoranze, vasta tanto quanti sono i singoli aspetti presi in considerazione. Non si puo’ pesare, di limitare una liberta’, solo perche’ sono in pochi a volerla esercitare. Ancor meno che qualcuno approfitti della propria posizione all’interno delle Istituzioni, per incidere, perseguendo un’ideologia propria o di altri, sui comportamenti e sul libero arbitrio anche di un solo cittadino.
Tutta questa premessa serve per avvalorare una domanda: Cosa ci fanno certe persone dentro ad un partito politico che si chiama “Popolo delle liberta’”?!… Come puo’ dire di perseguire le liberta’ individuali chi si riconosce nelle tesi degli animalisti, che vorrebbero pari diritti per il cane, l’Uomo, il cinghiale… (e magari loro stessi come autorita’ giudicante)? Chi andrebbe poi a spiegare al cinghiale fuori in campagna, che la sua liberta’ di grufolare minaccia quella dell’agricoltore di lavorare e della sua famiglia di mangiare? La Brambilla?, la Prestigiacomo?, la Giammanco? Ci andrebbero in stivali di gomma?! O magari in groppa a un somaro?!…

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