(ASCA) - Roma, 9 mar - La manifestazione di oggi a Roma indetta dalla Confavi, ”raggruppamento delle piu’ oltranziste piccole sigle venatorie locali, mira ad utilizzare il clima pre-elettorale per reclamare lo stravolgimento dell’atttuale legge 157/92 che disciplina la tutela della fauna e la disciplina del’esercizio venatorio in Italia”. Lo denuncia in una nota la LAC, Lega per l’Abolizione della Caccia.

”Di fronte al depauperamento del patrimonio faunistico, allo scadimento qualitatito e quantitativo degli ambienti naturali e rurali - vi si legge - , l’unica risposta di cui e’ capace la parte piu’ retriva dell’associazionismo venatorio, quella che colpisce il delicato capitale internazionale dei contingenti migratori, e’ reclamare piu’ mobilita’ interregionale delle doppiette, piu’ giorni di caccia, meno regole, meno zone protette, orari piu’ dilatati, sanzioni piu’ basse per i bracconieri e via dicendo.

Una politica del segare il ramo su cui si e’ seduti assolutamente inaccettabile”.

La Lega per l’Abolizione della Caccia, ”consapevole del maggioritario sentimento di disprezzo degli italiani per pratiche anacronistiche e distruttive, auspica che la Camera torni indietro rispetto alla recente scelta del Senato di consentire alle Regioni - con il ddl ‘Comunitaria 2009′- la dilatazione della stagione di caccia, senza condizionamenti del peggior stampo elettoralistico”.