Agropoli, labrador sfugge ai padroni e corre in mare per «salvare» i bagnanti
Ha raggiunto un nuotatore a largo e tenuto lontano dall’acqua delle persone intente a tuffarsi da uno scoglio
Un esemplare di labrador retrieverSALERNO - Spettacolari «salvataggi» a ripetizione nel mare di Agropoli. Protagonista dell’esibizione involontaria, tutti i bagnanti stavano benissimo, Axl, labrador retriever di tre anni che dopo aver scavalcato il recinto del giardino di casa, richiamato dall’istinto si è tuffato in acqua ripescando ignari bagnanti. Quella dei labrador, originari dell’isola di Terranova, è da sempre una razza canina utilizzata per i salvataggi in mare e Axl ha reso onore ai suoi natali. Giunto nei pressi del molo di soprafflutto ha scorto un uomo in mare, un nuotatore impegnato in un’escursione solitaria e si è tuffato in acqua. Ha iniziato ad inseguire l’uomo determinato a «salvarlo», ma dopo aver percorso insieme a lui circa 500 metri, l’attenzione di Axl è stata rapita da un gruppo di persone che si tuffavano dallo «Scoglio di San Francesco», un piccolo scoglio dal quale, secondo la tradizione, il santo di Assisi avrebbe parlato ai pesci.
Un paio di «zampate» e Axl è giunto sul posto, impedendo, letteralmente, che i bagnanti si azzardassero a mettere piede in mare. Quelli che, più audacemente, provavano a tuffarsi, venivano immediatamente raggiunti dal cane e ricondotti sullo scoglio con le buone maniere, a forza di delicati spintoni con il muso. Il tutto è durato una trentina di minuti, fino a quando il labrador è stato recuperato dal responsabile del servizio comunale di salvataggio in aquabike, Nicola De Stefano, che, dopo averlo legato alla barella, lo ha ricondotto in porto, naturalmente via mare.
Qui, grazie alla targhetta che portava al collo, il cane ha ritrovato i suoi padroni. «Se ne stava sulla barella tutto impettito - ha spiegato De Stefano - Non aveva alcuna paura nè di me, nè dell’acqua. È un cane straordinario». Il labrador retriever è un nuotatore eccezionale e nei secoli scorsi i marinai lo utilizzavano spesso per la pesca e il recupero di uomini finiti in mare durante le traversate.
21 luglio 2010
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